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Competenze - ricerca generativa

Quando l'AI risponde al posto tuo, il tuo sito c'è?

Nella ricerca generativa sempre più persone leggono la risposta e non aprono il link. Se quella risposta cita i tuoi concorrenti e non te, il traffico non cala per colpa di una penalizzazione: cala perché il tuo contenuto non è stato scelto come fonte. Con la consulenza GEO ti aiuto a capire il perché e a lavorarci sopra.

Analizziamo la tua Search Console

Che cosa vuol dire ottimizzare per la ricerca generativa

La GEO, o Generative Engine Optimization, è il lavoro che rende un sito comprensibile e citabile dai sistemi che generano risposte: le AI Overviews di Google, ChatGPT, Perplexity, Copilot. Non è una disciplina nuova che sostituisce la SEO ed è bene dirlo subito, perché in giro si legge il contrario: è la stessa SEO, fatta tenendo conto di un lettore in più, che non clicca ma riassume. Cambia la priorità, non il mestiere.

Il problema si vede nella tua Search Console

Non serve un sondaggio per capire se il fenomeno ti riguarda: i numeri sono già nel tuo account. Il segnale è una forbice che si apre tra impressioni e click: continui a essere mostrato, ma la risposta viene data sopra di te. Quello che quasi nessuno dice è che la forbice non riguarda tutto il sito insieme. Si apre su alcuni tipi di pagina e non su altri, e se guardi solo il totale non la vedi.

È un cambiamento che in Italia è già entrato nel vocabolario delle ricerche: stando ai dati che estraggo con i miei strumenti, "geo seo" viene cercato circa 720 volte al mese e "ai overviews google" circa 880. Un anno fa erano numeri da addetti ai lavori. Adesso li cercano anche i clienti dei miei clienti.

Il numero che gira in questi mesi è un meno 61 per cento di click sulle ricerche dove compare il riassunto AI. Viene da un'analisi di Seer Interactive su 5,47 milioni di query e 53 marchi, e ripetuta così com'è dice meno di quanto sembra: in quel trimestre le impressioni sono passate da 15,8 a 33,1 milioni mentre i click restavano fermi intorno ai 400.000, quindi gran parte di quel crollo è aritmetica del denominatore, non traffico perso. La perdita vera di click arriva il mese dopo. È la stessa forbice di prima, ed è il motivo per cui la prima cosa che guardo non è la percentuale di qualcun altro: sono i tuoi due numeri, messi sullo stesso periodo.

Dalla stessa analisi arriva il dato che uso per decidere dove intervenire: sulle ricerche con riassunto AI, le pagine citate dentro la risposta raccolgono circa il doppio dei click per impressione rispetto a quelle non citate, pur restando sotto ai livelli di una ricerca senza AI. Vuol dire che la citazione non ti riporta al traffico di due anni fa, ma è la differenza fra esserci e non esserci. È l'unica leva su cui si possa davvero lavorare, e da lì parte tutto il resto di questa pagina.

Il resto lo dicono i dati veri, non le medie di mercato. Su un e-commerce di arredamento che seguo, confrontando gli ultimi sei mesi con i sei precedenti, è successo il contrario di quello che si legge in giro: le impressioni sono calate di un quarto, i click hanno tenuto quasi del tutto e il rapporto fra i due è migliorato del 24 per cento. Chi si fosse spaventato guardando il crollo delle impressioni avrebbe letto una crisi che non c'era.

La forbice però c'è, e sta in due posti precisi. Il primo sono gli articoli del blog: sono l'unica parte di quel sito dove il rapporto fra click e impressioni è peggiorato, e per giunta mentre il posizionamento medio guadagnava quasi sei posizioni. Salgono in classifica, vengono mostrati un terzo di volte in più, e convertono in visita una quota più bassa di prima. Sul resto del sito, con lo stesso miglioramento di posizione, quel rapporto è cresciuto del 23 per cento.

Il secondo posto sono le pagine dedicate ai marchi, quelle che un rivenditore costruisce per intercettare chi cerca la marca per nome. Su marchi noti dell'arredamento le impressioni sono arrivate a raddoppiare mentre i click si dimezzavano, sempre con la posizione in miglioramento. Tradotto: la marca la cercano eccome, ma la risposta se la prende qualcun altro. È il motivo per cui una diagnosi seria si fa per segmento e non sul totale, e onestamente va detto anche il resto: un calo di impressioni può nascere pure da altro, da una pulizia dell'indice o da un catalogo che cambia. Per questo si guardano i segmenti e non si tirano conclusioni da un numero solo.

Da giugno 2026 quella forbice si può anche misurare in modo diretto: Search Console ha una vista dedicata alle impressioni dentro le feature AI. Ho scritto cosa misura davvero, e cosa no, perché è lo strumento con cui parte ogni diagnosi che faccio.

Perché me e non un'agenzia generalista

Faccio SEO tecnica su e-commerce, che è il posto peggiore dove nascondere la fuffa: se un intervento non funziona si vede sul fatturato, non su una slide. Lavoro sui dati che estraggo da solo, con strumenti che mi sono costruito, e non sulle stime a occhio dei tool di terze parti.

Ti dico anche quello che non so, perché su questo tema è la parte più utile. Non ho un caso studio con dieci grafici che salgono da mostrarti: il settore è giovane e chi te li mostra oggi, quei grafici, spesso se li è disegnati. Quello che ho è un metodo verificabile e la disponibilità a farti vedere come lavoro prima che tu decida se pagarmi.

Su cosa intervengo

Leggibilità per le macchine

Struttura dei contenuti, gerarchia degli heading, risposte dirette dove serve. Un passaggio che risponde a una domanda in tre righe ha molte più probabilità di essere ripreso di uno stesso concetto diluito in due pagine.

Accesso e resa tecnica

Che i crawler dei sistemi generativi possano leggerti davvero: robots, rendering, velocità, contenuto che non dipende dal JavaScript per esistere. È la parte meno raccontata e quella che più spesso blocca tutto il resto.

Autorevolezza dimostrabile

Chi scrive, con quale esperienza diretta, con quali fonti. I sistemi generativi scelgono le fonti su cui rischiano meno: un contenuto firmato da chi il lavoro lo fa davvero è più difendibile di uno anonimo.

Come un sistema generativo sceglie chi citare

Quando un'AI costruisce una risposta non legge il sito per intero: recupera i passaggi che le sembrano più pertinenti e cita quelli. Alzare le probabilità di essere il passaggio scelto non è magia, sono poche cose concrete e tutte già dentro la SEO tecnica: rispondere alla domanda nelle prime righe invece che in fondo, essere specifici con nomi, dati e termini propri invece che vaghi, ed essere raggiungibili davvero, cioè con HTML che esiste senza JavaScript, su pagine che caricano in fretta, perché i crawler dei sistemi generativi hanno la pazienza corta. Un'analisi di Kevin Indig su 1,2 milioni di risultati va in questa direzione: pesa molto di più quello che sta nella prima parte della pagina, e i passaggi che rispondono subito a una domanda vengono ripresi più spesso di quelli che ci girano intorno.

Conta anche la freschezza. Su circa 17 milioni di citazioni Ahrefs ha misurato che le pagine citate dalle AI sono in media più recenti del 25,7 per cento rispetto a quelle dei risultati organici, due anni e nove mesi contro tre e nove, ed è il motivo per cui questa pagina porta la data di aggiornamento in chiaro. Il resto lo verifichi guardandola: è servita come HTML statico, la definizione di GEO sta nel primo blocco, non in fondo, le domande frequenti sono scritte come domanda e risposta. La applico prima di consigliarla.

Il tuo e-commerce lo sta già vedendo negli ordini

Sugli e-commerce che seguo il cambiamento non si vede prima nelle classifiche: si vede negli ordini. Una parte dei clienti non arriva più da una ricerca di prodotto e da un confronto tra schede, ma da una conversazione: chiedono a un chatbot se quel modello va bene per quello che devono farci, si fanno elencare vantaggi e svantaggi, si fanno consigliare l'alternativa, e sul sito ci atterrano già decisi. Chi vende non lo vede arrivare, perché nel referral non c'è scritto niente di diverso dal solito.

Il punto è che quel confronto avviene su informazioni che qualcuno ha fornito, e non è detto che sia il produttore o il negozio che vende meglio: è chi ha scritto la scheda più chiara, la comparativa più onesta, la risposta più utilizzabile. Per un e-commerce vuol dire che le pagine prodotto e i contenuti di supporto non servono più solo a convincere una persona, ma anche a essere la fonte di un consiglio dato a quella persona. È il lavoro che facevamo per le schede, con un lettore in più da mettere in conto.

Come lavoro, in quattro fasi

1. Diagnosi sui tuoi dati

Apro la Search Console, vado su Rendimento, isolo le query non brand e guardo il delta tra impressioni e click sulle ultime sedici settimane. Le query dove le impressioni tengono e i click scendono sono la lista da cui si parte.

2. Verifica di chi viene citato

Sulle query che contano guardo chi compare davvero nelle risposte generative e il motivo: che formato ha quel contenuto, come è strutturato, cosa dice che tu non dici. È qui che si capisce se il problema è il contenuto o l'accesso tecnico.

3. Interventi in ordine di impatto

Prima quello che sblocca (se un crawler non ti legge, il resto non conta), poi la struttura dei contenuti che hai già, infine i contenuti nuovi. Ti consegno cosa fare e con quale motivazione, in un ordine che ha senso anche se poi lo esegue il tuo team.

4. Misura di quello che si può misurare

Impressioni e click sulle query lavorate, posizione reale, presenza nelle risposte sulle query campione. Niente metriche inventate per far vedere una linea che sale: quello che non si misura te lo dico che non si misura.

Per chi ha senso, e per chi no

Ha senso se hai un sito che vive di contenuti informativi e stai vedendo i click calare a parità di impressioni, se vendi online e le ricerche sui tuoi prodotti passano sempre più da risposte sintetiche, o se hai competenza verticale reale su un tema e non ti sta portando la visibilità che merita. Se ti sei già chiesto come apparire su ChatGPT e hai trovato solo articoli che si copiano tra loro, sei esattamente la persona per cui ho scritto questa pagina.

Non ha senso se il tuo sito ha ancora problemi tecnici di base non risolti: in quel caso si parte da lì, e te lo dico alla prima chiamata invece di venderti un lavoro che non regge. Non ha senso nemmeno se cerchi qualcuno che ti prometta di comparire in ChatGPT entro il mese: quella promessa non posso mantenerla e non provo a fartela.

GEO e SEO: cosa cambia davvero

La domanda che mi arriva più spesso è posta proprio così, GEO vs SEO, e la risposta breve è che cambia l'obiettivo dell'ultimo miglio. La SEO classica punta a farti scegliere da un utente che scorre una lista di link: conta arrivare in alto e conta il titolo che convince a cliccare. La ricerca generativa punta a farti scegliere da un sistema che deve costruire una risposta: conta essere la fonte più chiara e più difendibile su quel passaggio specifico.

Il fondamento tecnico resta lo stesso, ed è il motivo per cui diffido di chi vende la GEO come una disciplina separata con un listino a parte. Se un sito è lento, illeggibile per i crawler o scritto da nessuno in particolare, non funziona in nessuno dei due mondi.

Cosa aspettarsi, e in quanto tempo

Nelle prime settimane si vedono i cambiamenti strutturali: come il sito viene letto, quali pagine diventano finalmente accessibili, quali passaggi iniziano a essere ripresi. La presenza nelle risposte generative si muove su mesi ed è discontinua per natura, perché quelle risposte cambiano da utente a utente e nessuno le controlla dall'esterno. Chi ti garantisce un posto fisso in una risposta AI ti sta vendendo una cosa che non esiste.

Una cosa però sta cambiando proprio adesso, ed è la ragione per cui vale la pena muoversi ora: chi controlla la ricerca, cioè Google e Microsoft, ha iniziato in questi mesi a rendere disponibili le prime misurazioni anche sulle query che finiscono nelle risposte generate. Sono dati parziali, arrivano a scaglioni e non li ha ancora ricevuti tutto il mondo, ma è la prima volta che si passa dalle impressioni raccontate a un numero che si può leggere. Se il tuo account li ha già, li studiamo insieme sui tuoi dati invece che sulle slide di qualcun altro.

Quanto costa

Diagnosi GEO

Analisi della Search Console, mappatura delle query a rischio, verifica dell'accesso tecnico e un documento con le priorità in ordine di impatto.

da 240 EUR

Più scelto

Pacchetto ore

Un monte ore prepagato a tariffa ridotta (50 EUR/ora) per mettere in pratica gli interventi, sul sito o insieme al tuo team.

  • 4 ore - 200 EUR
  • 10 ore - 500 EUR
  • 25 ore - 1.250 EUR

Presidio continuativo

Monitoraggio mensile delle query che contano, revisione dei contenuti nuovi prima che escano e allineamento periodico. Minimo tre mesi, perché sotto non si vede niente di serio.

da 450 EUR/mese

Ti dico sempre in anticipo cosa serve e quanto costa: nessun preventivo a scatola chiusa.

Tre obiezioni che mi fanno sempre

"È ancora presto"

È presto per spendere un budget importante, non per guardare i dati. La forbice tra impressioni e click, se c'è, ce l'hai già adesso: la differenza tra chi se ne accorge ora e chi se ne accorge tra un anno è il tempo che serve a rimediare.

"Tanto non si misura"

In parte è vero, e chi dice il contrario mente. La presenza nelle risposte generative si osserva a campione, non si conta. Quello che si misura benissimo è il resto: impressioni, click, posizione e comportamento sulle query lavorate.

"Ho già un'agenzia"

Ottimo, non serve cambiarla. Il mio intervento è circoscritto: guardo il sito dal punto di vista dei sistemi generativi e passo le indicazioni operative a chi ci lavora già. Se l'agenzia lavora bene, questo si appoggia sopra senza sovrapporsi.

Dicono di me
"Di questi tempi è molto difficile capire tutte le evoluzioni e possibilità che offre l'AI e come applicarlo alla ricerca ecommerce. Con Enrico c'è stata cura nel raccontarmi bene il da farsi e l'abbiamo già applicato sul sito così da non rimanere indietro"
Fabio B. - titolare e-commerce

Approfondimenti dal blog

Hosting italiano e infrastruttura

Il sito non finisce
quando va online

Chi lo costruisce è anche chi lo tiene in piedi.

  • Hosting italiano, dati in Italia: nessun trasferimento fuori dall'Unione europea da giustificare nell'informativa, assistenza in italiano.
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❓ Domande frequenti sulla consulenza GEO

Che cos'è la GEO (Generative Engine Optimization)?
È il lavoro che rende un sito comprensibile e citabile dai sistemi di ricerca generativi: le AI Overviews di Google, ChatGPT, Perplexity, Copilot. Non è una disciplina separata dalla SEO: è la SEO fatta pensando anche a un lettore che non clicca, ma riassume. Stessa base tecnica, priorità diverse.
Puoi garantirmi che il mio sito venga citato da ChatGPT o dalle AI Overviews?
No, e diffida di chi te lo garantisce: farsi citare da ChatGPT non è un risultato che si compra. Le risposte generative cambiano da utente a utente e nessuno le controlla dall'esterno. Quello che si può fare è lavorare sulle condizioni che rendono un contenuto citabile e misurare cosa succede sulle query dove sei già presente.
Quanto costa una consulenza GEO?
La diagnosi iniziale parte da 240 EUR e comprende l'analisi della Search Console, la mappatura delle query a rischio e un documento con le priorità. Gli interventi successivi vanno a pacchetto ore (50 EUR/ora) oppure in presidio continuativo da 450 EUR al mese.
La GEO serve anche a un sito piccolo o a un e-commerce di nicchia?
Spesso serve di più. Un sito verticale con esperienza reale su un tema ha esattamente il tipo di contenuto che i sistemi generativi cercano quando devono rispondere a una domanda specifica. La nicchia, che nella SEO classica è un limite di volume, qui è un vantaggio di pertinenza.
In quanto tempo si vedono i risultati?
I primi segnali strutturali (come il sito viene letto e riassunto) si vedono in poche settimane. La presenza nelle risposte generative si muove su mesi ed è discontinua per natura. Chi ti promette risultati in due settimane sta vendendo altro.
Ho già un'agenzia SEO: la GEO si sovrappone al loro lavoro?
No, ci si appoggia sopra. Se hai già un'agenzia che lavora bene sulla tecnica e sui contenuti, il mio intervento è complementare e circoscritto: guardo il sito dal punto di vista dei sistemi generativi e passo a loro le indicazioni operative. Non serve cambiare fornitore per farlo.

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